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La Misericordia di Dio

Di tutto un pò...

La Misericordia di Dio

Messaggiodi mebur » 18/12/2009, 22:51

Ho letto recentemente questo articolo che a me sembra molto interessante anche se il tema è già stato discusso precedentemente.
Che dire dell’inferno?
Il castigo eterno dell’inferno immaginato angosciosamente da tante generazioni di credenti, è diventato, soprattutto a partire dalla seconda metà del XX secolo, motivo di controversie, e non mancano teologi o santi così eminenti come Teresa di Lisieux , che hanno difeso una speranza senza limiti a cui avrebbe diritto ogni essere umano. Per andare direttamente al cuore del problema, la questione consiste nel sapere “ come un Dio buono può agire creando un uomo destinato all’inferno, producendo questo stesso inferno che non ha altra finalità che far soffrire [/b]e adoperandosi poi in un castigare che non conduce ad alcuna soluzione”
Se affermiamo seriamente che Dio è infinitamente buono e se aggiungiamo, pure seriamente, che questo Dio è il Padre migliore che possiamo immaginare,risulta coerente( o anche possibile) che tale Padre possa far sì che esista un figlio suo che poi va a mandare a un castigo così spaventoso, così senza rimedio e così senza finalità alcuna di soluzione in nessun senso?
Sappiamo che a tutto ciò si può, e si suole, rispondere dicendo che la responsabilità del castigo infernale non sta in Dio, bensì nella libertà umana. Colui che va all’inferno è perché liberamente si oppone a Dio e resiste a convertirsi dalla sua vita cattiva. Ma la verità è che, a pensarci bene, immediatamente ci si rende conto che il fatto di addossare la colpa all’uomo , per togliere la colpa a Dio , in realtà non risolve il problema. Per la semplice ragione che, con tale proposta, Dio non fa bella figura, poiché risulta enormemente incoerente che Dio abbia creato gli uomini con una libertà così condizionata e così povera che dipenda da questa disgraziata libertà un rischio così tremendo com’è la realtà di un inferno eterno.
Infine , se ci appelliamo al fatto che la libertà umana non è così disarmata di fronte alla decisione definitiva della salvezza o della condanna, poiché ci è stato rivelato che Dio s’è impegnato, per suo amore, per salvarci, allora,perché parlare della perdizione e delle sue conseguenze? Se Dio vuole, veramente salvarci tutti,perché tanto discutere sull’inferno e sui suoi tormenti? E se l’impegno di Dio per salvarci può fallire , allora tale impegno divino non è così serio né tanto sicuro come si suole dire.
Nel porre tali questioni, non possiamo dimenticare, logicamente, che nei vangeli s’afferma la minaccia di giudizio e condanna per coloro che rifiutano il messaggio di Gesù……………….
Dall’insieme degli insegnamenti del Nuovo Testamento, ciò che si deduce con certezza è che Dio ama gli esseri umani indicibilmente più di quanto qualsiasi persona possa immaginare o calcolare.
Com’è parimenti sicuro che Dio non castiga nessuno. La domanda che sempre ci rimane e rimarrà sospesa è come reagisce Dio di fronte a tanta ingiustizia e tanta offesa di alcune persone verso le altre in questo mondo. Ebbene , se siamo sinceri con noi stessi e con gli altri, l’unica cosa sensata e certa che possiamo dire , a tale riguardo, è che realmente non sappiamo , né possiamo sapere, se la “giustizia” di Dio può essere pensata secondo i nostri schemi umani di giustizia,di giudizio e di minaccia. Se Dio è Dio , è certo che agisce in modo tale che noi , che non possiamo conoscere Dio,sicuramente neanche possiamo immaginare. Dire altro, sarebbe proiettare le nostre paure, i nostri sensi di colpa e i nostri confusi desideri su ciò che in realtà ignoriamo
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi m.galloni » 28/02/2010, 13:57

Di recente Emanuele Severino faceva notare l’incostituzionalità e la mostruosità giuridica dell’inferno: “Io di professione sono un filosofo del diritto” – ha dichiarato Severino – “e ritengo che l’inferno, visto alla luce della filosofia della giustizia, sia straordinariamente antigiuridico: c’è sproporzione tra la pena infinita e la colpa finita; c’è trattamento contrario al sentimento di umanità; infine non si tende alla rieducazione del condannato, quindi l’inferno è anticostituzionale. Se poi prendiamo la dottrina di sant’Agostino, per cui si nasce portatori del peccato originale e un bambino che muoia senza aver ricevuto il battesimo va a finire all’inferno, sia pure condannato a pena mite, quello è addirittura un mostro giuridico. La responsabilità penale è personale, quindi non può essere ereditaria. (...) Secondo me” – conclude Severino – “l’inferno è il gigantesco scheletro nell’armadio del cristianesimo. Io credo che la chiesa sia in una posizione di imbarazzo estremo, perché riuscire a giustificare l’inferno o eliminarlo dal Vangelo e dalla dottrina magisteriale è impossibile”. Le parole di Severino sono riprese da una delle “Parabole” di Adriana Zarri, una teologa che ha anche lei più volte dichiarato le sue difficoltà a credere nella dottrina dell’inferno.
Mi permetto di aggiungere che l’inferno è un problema anche dal punto di vista etimologico. Si parla infatti di pena eterna in opposizione alla vita eterna promessa da Dio, ma l’aggettivo “eterno”, come forse abbiamo già detto nei nostri forum, non significa “infinitamente lungo”. La vita eterna, per Boezio, è “plenitudo vitae”, pienezza di vita. Su posizioni non diverse si trova Karl Rahner, per il quale “nel tempo, in quanto suo frutto maturato, diviene l’eternità”. Ora, se prendiamo la definizione agostiniana di male come “privatio boni”, cioè come carenza esistenziale, come facciamo a conciliare le due cose, a pensare cioè a una “piena non-pienezza”? Dare per certa la salvezza universale non si può; la “apocatastasi” fu dichiarata eresia nel secondo concilio di Costantinopoli (553). È tuttavia possibile sperarvi, pregare perché possa realizzarsi. Lo fanno o lo hanno fatto, oltre ai succitati Rahner e Zarri, Przywara, de Lubac, Romano Guardini, Walter Kasper, Gabriel Marcel, né possiamo dimenticare Vito Mancuso.

Marco
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi franco » 28/02/2010, 18:25

Caro Marco
grazie del tuo articolo così pieno di speranza
ed ora anche io spero che altri si lascino coinvolgere da quanto hai scritto ed
inervengano sull'argomento
Franco
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi franco » 02/03/2010, 12:43

grazie Mebur
è una riflessione molto interessante
Certo è che la giustizia di Dio è assolutamente diversa dalla giustizia umana
quindi possiamo dire che la misericordia di Dio è così infinita ed è così impensabile che come esiste l'inferno così è sicuro che non sappiamo se è abitato
Franco
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi mebur » 08/03/2010, 18:38

Ho visto che Marco ha citato Vito Mancuso vorrei riportare un suo scritto dal libro”L’anima e il suo destino”:
Sono consapevole che a livello dottrinale,con autorevoli decisioni magisteriali alle spalle, la mia proposta di riformulare radicalmente il dogma del peccato originale può risultare come minimo ingenua e di fatto eterodossa….Sarebbe opportuno liberarsi dalla visione distorta del peccato originale, e smettere di considerare l’uomo,per il semplice fatto di essere nato, un peccatore. Il peccato originale è UN’OFFESA ALLA CREAZIONE, UN INSULTO ALLA VITA, UNO SFREGIO ALL’INNOCENZA E ALLA BONTA’ DELLA NATURA, alla sua origine divina. Liberarsi dal dogma del peccato originale,però, è teologicamente legittimo solo a patto di comprendere prima come assolvere al compito per espletare il quale questo dogma è stato formulato dal Magistero… Io sostengo che la funzione speculativa del peccato originale consiste nella necessità di pensare insieme la bontà della creazione e la necessità della redenzione. E’ possibile tenere insieme questi due concetti per altra via e sbarazzarsi del dannoso dogma del peccato originale? Sì, lo è………..
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi m.galloni » 10/03/2010, 20:03

Trovo che Mancuso abbia perfettamente ragione. Occorre imparare a distinguere tra senso di colpa e senso del peccato: il senso del peccato dice che non siamo perfetti, che non conosciamo noi stessi, che non sappiamo amare; ci dice anche e soprattutto che, con l’aiuto della grazia, possiamo superare la nostra povertà, andare oltre, approdare a una condizione esistenziale sempre migliore. Il senso di colpa parte dagli stessi presupposti, ma i toni e gli intenti sono del tutto diversi: dice che siamo spregevoli, che Dio ce l’ha con noi, che non meritiamo il suo amore e che probabilmente non supereremo l’esame finale. Per i protestanti il peccato originale ha guastato irrimediabilmente non solo l’anima, ma la natura umana. I cattolici hanno o dovrebbero avere una visione meno cupa, ma l’idea della colpa originaria, che viene da Agostino, talvolta è dura a morire anche tra chi si riconosce nella chiesa di Roma.
Eppure, a leggere attentamente il racconto della caduta, Dio non sembrerebbe così risentito con l’umanità. Lo faceva notare lo scrittore Erri De Luca in una conferenza tenuta lo scorso ottobre presso il monastero camaldolese di San Gregorio al Celio in Roma. De Luca, che si dichiara non credente, legge abitualmente la Scrittura e la traduce dall’ebraico, lingua che conosce benissimo. Cosa avviene nell’Eden, si domanda lo scrittore napoletano? Cosa accade di fronte all’albero del bene e del male, quell’albero che si nutre della stessa radice, laddove noi, al posto di Dio, avremmo probabilmente creato due alberi, uno del bene e uno, magari lontano e nascosto, del male? Una poetessa russa, Marina Cvetaeva, si era resa conto che esiste non solo la forza di gravità, che fa cadere la mela sulla testa di Newton, ma anche l’attrazione verso il cielo. Ed Eva cosa fa? Coglie quel frutto con una tensione di vita, e le parole di Dio non sono una condanna ma una constatazione: Eva partorirà con dolore. Sarà consapevole del bene e del male usando la sua libertà. Dio non la punisce, come non punisce Adamo. La condizione di Adamo, dopo aver mangiato dell’albero proibito, è quella di sfruttare la terra senza sosta e per avidità violentarla. Questo vuol dire “maledetto sia il suolo per causa tua” (Gen 3,17). Dio maledice il serpente e il suolo, non Adamo ed Eva. Anzi, fa notare ancora De Luca, li ricopre con tuniche di pelle, un gesto di tenera sollecitudine (Gen 3,21).
In questo senso, e concludo, il peccato originale può essere considerato come il momento in cui l’uomo si distacca dall’animale, che ha nello stretto legame con l’ambiente naturale (”Umwelt”) la sua sicurezza e nello stesso tempo il suo limite invalicabile, e comincia a relazionarsi con il “Welt”, il mondo propriamente umano, il divenire, i processi della conoscenza. È un’interpretazione che a me piace moltissimo, l’unica, a mio modo di vedere, capace di conciliare la Scrittura con le teorie dell’evoluzione.

Marco
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Re: La Misericordia di Dio

Messaggiodi g.destefanis » 11/05/2010, 21:32

Credo che il primo aspetto della misericordia di Dio sia rappresentato dal "non averci privato del dono che Lui inizialmente ci ha fatto: continuare ad avere nel profondo l'istinto di innalzarci verso Lui, nonostante tutte le nostre "debolezze", cattiverie, viltà, ecc.
Difronte a questa certezza tutto il resto, per me, è marginale.
giorgio
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