Mondo Oggi - Ecclesiale (252)
Educhiamo(ci) alla pace (P. Beccegato - S. Tessari)
Il messaggio del papa, in occasione della Giornata mondiale per la pace (1° gennaio 2012) si rivolge alle nuove generazioni per invitarle ad educarsi a questo valore. Il magistero dei papi sulla pace, da Paolo VI in avanti, è stato molto ricco. Una "priorità" che impegna ad elaborare percorsi educativi seri e audaci.
Da missio "ad gentes" a missio "inter gentes" - Pontificia Università Salesiana: Un Simposio Missiologico
Per molto tempo la missione ha posto l'accento sul "chi", sul "che cosa" e sul "perché". Ora si parla del "come". La missione è un processo con i popoli e non un prodotto per loro. Un'esperienza di missione che attraversa i cinque continenti. È stato possibile conoscere le migliori prassi missionarie, acquisendo al tempo stesso una profonda comprensione della missione oggi.
Nuova Fondazione in Vaticano dedicata al dialogo fra la scienza, la teologia e la filosofia
Il Santo Padre erige la Fondazione “Scienza e Fede – STOQ”, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura e da alcune Pontificie Università Romane.
Leggendo "Educare alla vita buona del Vangelo".
Accanto all'impegno vocazionale di pregare il Signore della messe, bisogna domandarsi che cosa ci dice il fenomeno del calo e della scarsità vocazionale (segno dei tempi?) e come la Chiesa sia un grembo di vocazioni.
Incontro dei volontari europei - Un segno dell'Amore di Cristo (Fabrizio Mastrofini)
I volontari cattolici hanno come modello Gesù e, quindi, lo imitano nel "dono totale di sé". Nel loro servizio devono concentrarsi sulla dignità della persona umana, evitando però ogni improvvisazione perché la gratuità richiede perfezione.
Nonostante i "cambiamenti sociali" e la "crisi", «il fenomeno del volontariato in Europa rimane un fattore costante e si è radicato fermamente dentro la cultura europea». Lo ha affermato il cardinale Robert Sarah, presidente di Cor Unum,1 aprendo il convegno per le organizzazioni cattoliche di volontariato dell'Europa, che si è svolto in Vaticano il 10 e 11 novembre.
I vescovi, l'Italia e la crisi morale (Lorenzo Prezzi)
Il riscontro sui media è stato massiccio e univoco: la prolusione del card. Angelo Bagnasco all'ultimo Consiglio permanente (Roma 26-29 settembre) costituisce una presa di distanza dal «berlusconismo» e un punto di riferimento e di valutazione per il futuro, qualsiasi esso sia.
Quale rapporto fra carità e giustizia? (Andrea Lebra)
Una riflessione che aiuta a capire che cosa unisce e che cosa distingue queste due dimensioni della vita del cristiano.
La giustizia non è né alternativa, né parallela alla carità; è inseparabile dalla carità e ad essa intrinseca. La carità, intesa talvolta esclusivamente come aiuto e sostegno alla persona in stato di bisogno, ha in realtà due mani: con una mano promuove la giustizia dentro le strutture della società, con l'altra aiuta le vittime dell'ingiustizia. La carità parte dalla giustizia e va oltre.
Il cristianesimo è proprio così irragionevole (Luciano Monari)?
Da un articolo pubblicato in una delle riviste leader della comunicazione mondiale: "A un pranzo posso denunciare il misticismo (o il rapimento yoga o la reincarnazione) con l'impeto di una Guardia Rossa posso affermare che ai cristiani dovrebbe essere negato il diritto di voto ... ma [il feng Shui] non era una forma di assurdità come la transustanziazione o l'omeopatia".
Le trasformazioni del quadro socio-religioso: dal primo al secondo convegno di Aquileia (Castegnaro A.)
L'articolo rileva che, nei vent'anni trascorsi dal primo convegno di Aquileia, anche nel Triveneto la situazione religiosa è profondamente cambiata. Si è usciti dal cristianesimo socialmente determinato e si tende verso una fede e una pratica religiosa fondate sulla scelta personale. Ciò implica un'idea radicale di libertà religiosa, di cui le comunità cristiane dovranno tener conto se vogliono comunicare la fede e non semplicemente conservare tradizioni religiose. Anche l'accresciuta presenza di immigrati non cristiani costituisce un notevole indice del mutamento socio-religioso in atto. Sono dunque necessarie forme nuove di annuncio e di testimonianza per sostenere il cammino di ricerca dei singoli e delle comunità.
Da «Aquileia 1» ad «Aquileia 2» le chiese del Nordest camminano insieme (Soravito L.)
L'articolo presenta anzitutto una sintesi storica sul primo convegno delle chiese del Triveneto, svoltosi ad Aquileia nel 1990, mettendone in evidenza le motivazioni, lo stile di lavoro e gli orientamenti pastorali che ne sono scaturiti. Anche il secondo convegno previsto per il 2012 prende le mosse dalla volontà di "mettersi in ascolto di quello che lo Spirito dice alle chiese», di fronte alle trasformazioni sociali, al pluralismo etnico e religioso, alla crisi economica e finanziaria, cioè a quei problemi che influiscono positivamente o negativamente sulla missione della chiesa di annunciare il vangelo e testimoniare la fede in Cristo salvatore. Quattro sono gli ambiti pastorali su cui riflettere in vista di Aquileia 2: la collaborazione tra le chiese del Nordest; la "nuova evangelizzazione»; il dialogo con la cultura del nostro tempo; la promozione del "bene comune».
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