Martedì, 07 Settembre 2010
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Domenica 05 Settembre 2010 08:58

Il valore della famiglia. Istituzione superata?

Muraro G. -  Il valore della famiglia. Istituzione superata?

 ISTITUZIONE SUPERATA?


I quotidiani del 12 maggio 2010 sembravano tutti concordi nel suonare le campane a morto per la famiglia. I fatti riportati portavano alla conclusione che essa fosse un’esperienza disastrata e disastrante. Ma è proprio così?

 I fatti delittuosi avvenuti nel mese di maggio venivano riportati dai quotidiani con dovizia di particolari. A Torino un uomo massacra la moglie davanti alla psicologa con 50 coltellate. A Gela si consuma un drammatico episodio di gelosia che porta un giovane marito a uccidere la moglie davanti alla figlioletta di due anni. Sempre a Torino: un giovane uccide la nonna e poi tenta il suicidio. Alcuni giornali si sono subito premurati di far sapere che le statistiche dicono che l'Italia è il primo Paese in Europa per numero di omicidi in famiglia: un omicidio ogni due giorni. Senza contare le perversioni, le violenze, le angherie che si consumano quotidianamente tra le pareti domestiche.

 La famiglia, un disastro per i singoli e la società. Come è possibile sostenere ancora che la famiglia è il luogo dell'amore, della crescita umana e cristiana? Non si sta forse avverando la profezia della morte della famiglia, che era iniziata nella seconda meta dell'ottocento, e continuata nel secolo scorso e sembra confermata nel primo decennio del nuovo secolo? Come può essere presa sul serio la grande affermazione di Giovanni Paolo II: «Il futuro dell'umanità passa attraverso la famiglia»?

Forum delle Associazioni Familiari - FORUMNEWS online - luglio 2010

I figli sono sempre di più un lusso per gli italiani che con sempre maggiore difficoltà riescono ad assicurare loro uno standard di vita ritenuto accettabile. E sempre di più le condizioni di ’assoluta povertà’ di una famiglia aumentano col crescere del numero dei figli. E’ la fotografia scattata dal Rapporto Cisf. Nel nostro Paese i dati dimostrano che da oltre trent’anni il comportamento riproduttivo della popolazione italiana non giunge ad assicurare il ricambio tra genitori e figli; eppure esiste un grande distanza fra il numero medio dei figli avuti, pari a 1,71, e il numero medio dei figli desiderati, pari a 2,13. Questa situazione è determinata anche dalla difficoltà, per le famiglie, di mettere in campo diverse risorse per la sfida della cura dei figli, attorno a tre nodi fondamentali: una disponibilità economica sufficiente a garantire l’incremento delle spese che una famiglia deve sostene re con l’arrivo dei figli; il tempo su cui i genitori possono contare per occuparsi direttamente della cura; la presenza di una rete di servizi che possano affiancare la famiglia nel compito di cura.

Forum delle Associazioni Familiari - FORUMNEWS online - luglio 2010

L’iniziativa del Comune di Torino di istituire un registro delle unioni civili lascia interdette le associazioni del Forum.
In un momento in cui la famiglia è sottoposta ad un tiro incrociato dalle difficoltà economiche di una crisi che si fa di giorno in giorno più aspra e dai tentativi di svuotarne il significato di cellula fondamentale della società, di tutto si sentiva il bisogno tranne del riconoscimento di un “matrimonio leggero”.

Giovedì 29 Luglio 2010 09:33

Puglia: fuori gli obiettori dai consultori

Forum delle Associazioni Familiari - FORUMNEWS online - luglio 2010

Con la delibera n.735 del 15 marzo 2010, la Giunta Regionale Pugliese ha confermato la volontà di riservare le assunzioni di ginecologi ed ostetriche nei consultori familiari esclusivamente a personale non obiettore di coscienza.
Come già in precedenza, il Forum, con una lettera alla Giunta ed ai Consiglieri regionali del 20 giugno ha denunciato il problema, collocandolo nel contesto di una necessaria riforma del sistema consultoriale.
Contestualmente, un gruppo di 9 ginecologi obiettori di coscienza, ha impugnato la delibera davanti al Tar, in quanto da essa sono ormai derivati atti pubblici di alcune Asl, come ad esempio l’avviso pubblico della Asl di Bari per la copertura delle ore carenti di ginecologia nei Consultori pubblici.

Avvenire, 04/07/2010: pag 13 (estratto) (Antonella Mariani)

No senza appello di Belletti, presidente del Forum  delle Famiglie, alla proposta del Cosiglio del notariato appoggiata da Alfano.

Il matrimonio come la compravendita di una casa. Come un qualunque contratto. Si va dal notaio, si firma, si paga la parcella e amici come prima: il divorzio è fatto. Basta con le lungaggini dei processi, basta con giudici e udienze, basta carte bollate. Scenari? Non proprio. Ha destato sorpresa e qualche preoccupazione la proposta, lanciata venerdì nel corso del Consiglio nazionale del notariato, di trasferire ai notai la gestione delle separazioni coniugati quando non ci sono figli. È stato lo stesso Guardasigilli Angolino Alfano, ospite d'onore della riunione del Consiglio, a confermare che i suoi tecnici, al lavoro per tentare di snellire la giustizia civile, stanno esaminando l'ipotesi di delegare ai notai alcune competenze, tra cui appunto le separazioni in assenza di figli, prima limitatamente agli aspetti patrimoniali, ma «se c'è la volontà, nel giro di qualche mese anche l'intera separazione». «Una logica di mercato che secondo noi non appartiene a quella della famiglia»:

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Famiglia Giovani Anziani