Le trasformazioni del quadro socio-religioso: dal primo al secondo convegno di Aquileia (Castegnaro A.)
L'articolo rileva che, nei vent'anni trascorsi dal primo convegno di Aquileia, anche nel Triveneto la situazione religiosa è profondamente cambiata. Si è usciti dal cristianesimo socialmente determinato e si tende verso una fede e una pratica religiosa fondate sulla scelta personale. Ciò implica un'idea radicale di libertà religiosa, di cui le comunità cristiane dovranno tener conto se vogliono comunicare la fede e non semplicemente conservare tradizioni religiose. Anche l'accresciuta presenza di immigrati non cristiani costituisce un notevole indice del mutamento socio-religioso in atto. Sono dunque necessarie forme nuove di annuncio e di testimonianza per sostenere il cammino di ricerca dei singoli e delle comunità.
Comunità visibile e vivente (Nunzio Capizzi)
Dei tentativi di realizzare comunità fra parrocchie sono falliti, perché frutto di decisioni prese “altrove”. Un’ecclesiologia di comunione facilita il recupero della sinodalità, a partire dall’assemblea liturgica/eucaristica.
Il presente contributo intende tracciare, in prospettiva ecclesiologica, qualche linea per proseguire nella riflessione sulle unità pastorali, avviata da don Giovanni Villata (cf VP 10/10).
La chiesa che non è stata possibile (Joaquin Garcia Roca)
O accettiamo l'era dell'interpretazione o ci perdiamo per la strada dell'unico. Sembra ovvio oggi che esistano molte interpretazioni legittime e prospettive accreditate nella ricezione della Bibbia.
Chiedono di essere ascoltati. “Chiesa, ascoltaci”.
È un dato che in sei anni, dal 2004 al 2010, oltre un milione e centomila giovani italiani hanno dichiarato di non appartenere più alla chiesa cattolica. La chiesa è percepita come latitante o assente dalla loro vita. Gli assistenti di AC al convegno nazionale, svoltosi a Roma dal 14 al 17 febbraio, si sono interrogati su questo problema.
L’idea di Chiesa Popolo di Dio (Dario Vitali)
Affermare la continuità tra LG I e LG II non significa svuotare l’idea di popolo di Dio della sua forza innovativa. Significa però superare l'affermazione che solo nella sua versione “democratica" tale idea abbia carattere di novità.
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