Liturgia (75)
Si chiama Preghiera Eucaristica la preghiera centrale della Messa. Storicamente essa veniva chiamata Canone e nella Chiesa cattolica di rito romano Canone Romano.
Ciò che chiamiamo anno liturgico (dall’uso linguistico latino) è il memoriale solenne delle azioni salvifiche di Dio in Gesù Cristo, nel corso di un anno. L’anno liturgico non può essere inteso erroneamente come alternativa ecclesiastica all’anno civile.
La preghiera eucaristica tra teologia e spiritualità (Carmelo Carvello)
La preghiera eucaristica è il momento centrale e culminante dell’intera celebrazione della Santa Messa. Ha inizio con il prefazio e svolgendosi attraverso la solenne acclamazione dell’assemblea, l’invocazione al Padre e l’epiclesi consacratoria raggiunge la sua massima espressione nella narrazione dell’istituzione e nell’anamnesis del sacrificio di Cristo, per concludersi nella dossologia trinitaria.
Natale nel Rito Ambrosiano (Alberto Fusi)
Natale nel Rito Ambrosiano
di Alberto Fusi
Nel libro I del Nuovo lezionario ambrosiano dal titolo Il Mistero dell’Incarnazione del Signore si può notare la sensibilità liturgica della Chiesa milanese verso il mistero del Verbo fatto carne.
Ogni anno, la conclusione del ciclo liturgico invita a innalzare lo sguardo verso l’orizzonte ultimo della storia: il compimento del tempo e il giudizio finale che attende tutti gli uomini, la pedagogia della Chiesa prepara in tal modo, quasi senza soluzione di continuità, la liturgia dell’Avvento:
Il sacramento dell'unzione degli infermi
La difficile situazione della malattia, che prostra il corpo e l’anima dell’uomo - una esperienza primordiale dell’umanità - può essere qui presupposta come conosciuta. La malattia rende l’uomo cosciente del suo limite e della sua dipendenza, e ricorda energicamente la legge del dover morire, spesso dimenticata. Ancora più opprimente risulta l’interpretazione della malattia, diffusa in molte religioni, come pena per una colpa personale o per quella di un’intera stirpe e perfino degli antenati, un’interpretazione che poté condurre anche a una perdita dell’onore agli occhi degli altri.
Il Canto Gregoriano nella liturgia cattolica (P. Ildebrando Di Fulvio O. Cist.)
Il Canto Gregoriano nella liturgia cattolica
P. Ildebrando Di Fulvio O. Cist.

Mi è stata chiesta l'esperienza sul Canto Gregoriano, quanto sia importante per la nostra vita spirituale e comunitaria, quanto esso ci aiuti nella preghiera, come in concreto lo usiamo oggi nella liturgia, sia nelle celebrazioni coi monaci sia con i laici. Divido il lavoro il tre momenti: Nobiltà del Gregoriano, canto liturgico per eccellenza; Struttura e composizione interna del Canto Gregoriano; Uso oggi nella liturgia.
Il valore pastorale del Messale di Paolo VI (Rinaldo Falsini)
Il valore pastorale del Messale di Paolo VI
di Rinaldo Falsini
Chiariti i motivi di principio sull’uso dei due messali, passiamo ad analizzare i contenuti pastorali.
L’uso contemporaneo dei due messali, di Giovanni XXIII del 1952 e di Paolo VI del 1970, ci permette di cogliere senza difficoltà non solo la differenza, ma la caratteristica tipica, cioè il valore pastorale del Messale del Concilio. Una caratteristica che va ben oltre la lingua latina - evita cioè di fatto il problema del linguaggio della Chiesa cattolica -, ma coinvolge l’impianto strutturale e la finalità dello strumento di preghiera.
Sacramentum caritatis: qualche precisazione (Rinaldo Falsini)
Le nostre liturgie
Sacramentum caritatis: qualche precisazione
di Rinaldo Falsini
Alcuni passi della recente esortazione apostolica di Benedetto XVI meritano chiarimenti teologici e liturgici.
Nella presentazione generale del documento ho accennato all’opportunità di alcune precisazioni e chiarimenti soprattutto per il lettore meno esperto nel linguaggio teologico-liturgico. Questa esigenza maturò fin dalla lettura dei Lineamenta per il Sinodo, a cominciare dal termine "eucaristia", del quale non viene data una spiegazione circa la varietà del suo significato lungo la storia fino ad oggi (cf Jesus 12/2005, pp. 10-12; Vita Pastorale 1/2006, pp. 54-55).
Il sacramento della riconciliazione

1. Fondamenti biblici
Per intendere rettamente questo sacramento, detto anche sacramento della penitenza, occorre una valutazione secondo la fede di ciò che chiamiamo peccato. Esso è l’evadere consapevolmente e liberamente la vincolante volontà di Dio, è il no superbo ed egocentrico al Creatore e ai suoi ordini. Esso significa aprire una separazione tra il Creatore e la creatura.