Bibbia (300)
Il lento movimento che individuiamo all'interno del testo biblico non è un movimento all'indietro, di un eterno ritorno alla vagheggiata età dell'oro, è un movimento in avanti...
La denuncia del profeta Osea pone di fronte due modelli di religione: la religione che si serve di Dio in funzione di altri obiettivi (potere sociale, economico e politico) e la religione come rapporto libero e gratuito con Dio.
Il profeta Amos è vissuto e ha operato al tempo del re Geroboamo II, nel regno di Israele (783-743 a.C.) e del rispettivo re di Giuda Ozia (=Azaria, 781-740 a.C.).
Un banchetto per tutti i popoli (Is 25,6-8) (Donatella Scaiola)
Si può ritenere che, a livello attuale, la composizione rifletta un cammino di fede rivolto verso un futuro intervento di Dio, capace di ristabilire la giustizia.
La guarigione di Ezechia (Is. 38) (Cristina Termini)
Il racconto della guarigione di Ezechia è articolato chiaramente in due parti, marcate anche dall'uso della prosa e della poesia.
Babilonia, il destino delle genti (Is 13-27) (Patrizio Rota Scalabrini)
Caratterizzare Is 13-27 come oracoli contro le nazioni è possibile solo con una forzatura dei testi e l'ignoranza di molti passi qui contenuti.
La caduta di Samaria e l'invasione di Sennacherib (Luca Mazzinghi)
Il testo di Is 1,78 descrive con toni drammatici la situazione creatasi in Giuda dopo la campagna assira: Ezechia lascia al figlio Manasse un regno quasi in rovina.
L'Egitto di Dio - Isaia 19-20 (Romeo Cavedo)
In Egitto esiste una diaspora ebraica, che vive in pace con gli abitanti del luogo, ed ha suoi luoghi di culto. A differenza di quanto avvenne dopo la vicenda di Giuseppe, l'Egitto ora accoglie gli ebrei e così si dispone a partecipare delle sue benedizioni.
Il discorso di missione (Francesco Mosetto)
Nell'inviare i suoi primi collaboratori Gesù dà loro alcune norme, essenziali, così poche che Luca e Matteo sentiranno di dover arricchire il discorso con altri loghia attinti alla tradizione dei detti di Gesù.
La proibizione dell'immagine. Una formulazione tardiva? (Pierre Amiet)
La proibizione mosaica dell’immagine, secondo i dieci Comandamenti, è stata generalizzata nel rifiuto di qualsiasi raffigurazione di un essere vivente. Essa deve piuttosto essere intesa come la proibizione di produrre idoli intagliati o di metallo fuso dell’unico dio nazionale.
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