Bailamme (93)
Immergersi verso se stessi (Fausto Ferrari)
Le nostre immagini della discesa sono state poi strettamente annodate a quelle della caduta. La caduta comporta anche rovina, crollo, colpa.
Un altro discepolo s’affrettò ad affermare che si sentiva un po’ come il levita. No, lui non meritava di paragonarsi al sacerdote. Si sarebbe dimostrata una manifestazione d’orgoglio. Né tanto meno poteva pretendere di assomigliare al Samaritano...
Non c'è il sostare nella via di Dio (Fausto Ferrari)
La percezione del sentirsi amati rappresenta la prima tappa di un’esperienza spirituale. Senza amore non c’è esperienza e non c’è spiritualità. Non c’è esperienza umana e non c’è esperienza religiosa.
Il simboli dell’orientamento sono ormai scomparsi dalla nostra cultura. Per di più, entrati ormai in pieno nell’epoca dei Tomtom e dei vari sistemi di navigazione GPS, molti di noi non cercano neppure più di sforzarsi di capire come si possa arrivare da qualche parte. La rete internet può essere presa come simbolo emblematico del nostro nuovo modo di vivere.
Non conosciamo il nome della moglie di Caino né quello della moglie di Matusalemme. Neppure il nome della madre di quest’ultimo, la moglie del misterioso Enoch. Le vicende di Noè pur essendo raccontate con dovizia di particolari non conservano il ricordo di nomi femminili.
Pellegrini e stranieri su questa terra (Fausto Ferrari)
Per il cristiano i pellegrinaggi avevano anche un significato esistenziale. Fare pellegrinaggio era ricordare che la vita stessa era pellegrinaggio. Rappresentava nel piccolo ciò che era l'esistenza stessa. Mettersi in viaggio voleva dire non sentirsi legati alla propria terra e alle proprie cose.
Da un punto di vista biblico tutto il tempo diventa kairos – diventa la pienezza del tempo. O, per dirla con altre parole, diventa per l’uomo un momento di perenne opportunità per incontrarsi con Dio. E per questo incontro non c’è la necessità di recarsi da qualche parte, in un determinato luogo.
L’uomo è un animale simbolico. E' il simbolo a distinguere l’uomo dagli animali. Tutte le esperienze religiose si veicolano attraverso un vasto repertorio simbolico: parole, azioni, contenuti. Spesso ritroviamo simboli che sono immediati e comuni a molte religioni, mentre in alcuni casi altri risultano essere propri a singole esperienze.
Della parola e del linguaggio (Fausto Ferrari)
Nessun animale, pur creato attraverso il realizzarsi della parola divina, conosce la possibilità di usare il linguaggio, mentre l’adam rinnova l’azione creatrice divina attraverso la parola dando il nome alle cose ed agli esseri animati. Attraverso il linguaggio l’uomo conosce la possibilità di entrare in relazione con Dio e con il mondo.
«Non più stranieri, ma concittadini di Dio» (Ef 2, 19) (Fausto Ferrari)
Per affrontare questo tema bisogna mettersi nell'unica prospettiva che, credo, sia possibile percorrere come cristiani: vale a dire quella dell'ascolto della parola di Dio. Tutto il resto può essere ridotto a vuoto chiacchiericcio, ad opinione personale.
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