Bailamme (83)
«Non più stranieri, ma concittadini di Dio» (Ef 2, 19) (Fausto Ferrari)
Per affrontare questo tema bisogna mettersi nell'unica prospettiva che, credo, sia possibile percorrere come cristiani: vale a dire quella dell'ascolto della parola di Dio. Tutto il resto può essere ridotto a vuoto chiacchiericcio, ad opinione personale.
Di che cosa abbiamo paura (Fausto Ferrari)
Di che cosa abbiamo paura? Dell’arrivo improvviso della guerra a mietere le nostre esistenze, il nostro fragile benessere? Del crollo in borsa dei titoli azionari e degli investimenti finanziari?
«Nulla volere, nulla sapere, nulla avere» (Meister Eckhart). Amo il nulla. Una manciata di ricordi. Un grumo di attese. Ma l’esperienza del nulla è ancora nulla di fronte alla percezione del nulla. Inconcepibile. Indicibile.
Riposo eterno
di Fausto Ferrari
Quando si partecipa ai riti di un funerale religioso, una espressione che viene spesso ripetuta (nei canti, nelle omelie e nei testi delle varie preghiere) è quella del riposo eterno.
Coram Deo
di Fausto Ferrari
Secondo il filosofo francese Jean-Paul Sartre, lo sguardo dell'altro ferisce, è pericoloso, uccide. «Attraverso lo sguardo altrui, io mi vivo come fissato in mezzo al mondo, come in pericolo, come irrimediabile ». (1) Lo sguardo rappresenta una minaccia, fa sperimentare la vergogna, è «distruzione di ogni obbiettività per me ». (2)
Quando usiamo il termine «Dio» (Fausto Ferrari)
Quando usiamo il termine «Dio»
di Fausto Ferrrari
Quando usiamo il termine «Dio» bisogna sempre chiedersi a quali immagini facciamo riferimento. Ad una proiezione – che abbiamo interiorizzato – della figura paterna? All’Essere perfettissimo? Al motore immobile? All’essere parminedeo, uno, eterno, immutabile?
Punire
di Fausto Ferrari
Se non ti senti al sicuro in una regione pacifica,
che farai nella boscaglia del Giordano?
(Ger. 12, 5)
L’ufficiale uncinato m’insegue ogni notte fin dentro il baratro dell’angoscia. Ed anche se gli pongo incessantemente la medesima domanda – Com’è stato possibile? – sghignazzando mi risponde che basta eseguire gli ordini. «E’ facile» prosegue «non bisogna mai fare domande, pensare che chi comanda ha sempre ragione, darsi da fare perché si realizzi quanto è stato comandato. Ed anche se sono soltanto tenente, ho ancora davanti una brillante carriera. Sono giovane ed avrò la possibilità di raggiungere le più alte cariche.
Il tempo, la paura ed il prototipo (Fausto Ferrari)
Il tempo, la paura ed il prototipo
di Fausto Ferrari
“Per ogni cosa c’è il suo tempo sotto il sole” (Qo 3,1). Spesso la bibbia ci presenta la dimensione del tempo. Un tempo opportuno, un tempo da cogliere. Il giorno del Signore, la pienezza del tempo, l’ora del compimento. Se nell’immagine quotidiana la sera rappresenta la fine della giornata, nell’arco del tempo la fine viene vista nei segni imminenti di un futuro incerto. Un futuro che, poiché non può essere conosciuto, finisce con il riservare delle sorprese. Si è spesso portati a pensare a questo futuro con le immagini del disastro e della catastrofe. Conosciamo l’oggi, ma «di doman non c’è certezza» (Lorenzo de’ Medici).
La credulità dei non credenti (Fausto Ferrari)
La credulità dei non credenti
di Fausto Ferrari
Mi capita spesso di incontrare persone che si dichiarano non credenti. E c’è un aspetto che sorprende. Ben presto, parlando, emergono elementi che mi lasciano stupito. Là dove ci si aspetta un minimo di coerenza in queste dichiarazioni di non credenza, emerge invece una propensione per gli oroscopi - o per altri aspetti che sbrigativamente indico come superstiziosi (il non rovesciare il sale, il non aprire l’ombrello in casa, il fare attenzione al gatto nero, ecc. perché portano male). Sugli oroscopi poi, con queste persone, chi non è afferrato rischia di fare la figura del deficiente: «Ma come, non conosci i segni zodiacali? Come fai? Io non è che ci credo fino in fondo, però qualcosa di vero ci deve essere». I lontani astri, la luna e le stelle sono ritenuti avere un’influenza sulla nostra vita, sulle nostre scelte: gli amori, il lavoro, la salute… Guai a mettere in dubbio queste credenze. Siamo di fronte ad una sorte di inevitabile compensazione?
Con ciò non voglio affermare che questa sia la condizione di tutti i non credenti. Il mio massimo rispetto per chi vive coscientemente e coerentemente questa scelta. Tuttavia alcuni di loro pagano un prezzo elevato al non essere credenti: sembrano condannati a diventare estremamente creduloni. E, pare, senza rendersene conto!
Capaci di stupore e di meraviglia? Appunti per una lettura di Filippesi 2,5-11 (Fausto Ferrari)
Capaci di stupore e di meraviglia?
Appunti per una lettura di Filippesi 2,5-11
di Fausto Ferrari
"Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò come una rapina la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di schiavo
e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre".
Con questo brano Paolo introduce nella lettera un Inno a Cristo. Un testo, probabilmente, precedente a Paolo e che Paolo riprende, ripensandolo.