Venerdì, 12 Marzo 2010
Percorsi Spirituali
Percorsi Spirituali

Percorsi Spirituali (46)

Lunedì 01 Marzo 2010 01:59

Ritorna al tuo cuore.

Pubblicato da P. Franco Gioannetti

Documento senza titolo

Ritorna al tuo cuore

A cura di P. Franco Gioannetti

Introduzione

Visitatore, visitatrice del sito, l’articolo seguente traccia un cammino di interiorità, lungo il quale puoi essere accompagnato/a.

Ti consiglio di utilizzarlo seguendo le presenti indicazioni:

a) leggi tutto il testo e lascia scorrere un paio di giorni

b) rileggi ancora questa prima parte e riflettici un poco, senza tensioni, prenditi un po’ di tempo.

c) passa progressivamente ai tre momenti secondo le indicazioni che troverai

Conoscere se stessi per conoscere Dio

Presentazione

di Padre Franco Gioannetti

 

“Nessuno può conoscere Dio se non ha prima conosciuto se stesso”  (Filocalia)
“Colui che ha preso coscienza del suo peccato è superiore a colui che ha visto gli angeli” (S. Isacco il siro, sentenze, 50)

 

Venerdì 29 Gennaio 2010 15:53

Storie di donne e di uomini - Introduzione

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

STORIE DI DONNE E DI UOMINI:

 Introduzione

A cura di Giorgio De Stefanis

 

In questa rubrica Vi proponiamo delle tracce di riflessione, su tematiche, che singoli od Animatori potranno approfondire individualmente, o in gruppo, per una crescita umana e spirituale.

Venerdì 29 Gennaio 2010 11:44

Ritorna al tuo cuore - Introduzione

Pubblicato da P. Franco Gioannetti

Ritorna al tuo cuore
A cura di P. Franco Gioannetti

 Introduzione

Visitatore, visitatrice del sito, l’articolo seguente traccia un cammino di interiorità, lungo il quale puoi essere accompagnato/a.

Ti consiglio di utilizzarlo seguendo le presenti indicazioni:

Venerdì 29 Gennaio 2010 11:32

Il ritorno al cuore

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

Ritorna al tuo cuore:

Il ritorno al cuore

 

I MOMENTO

(leggi l’introduzione)

Si tratta di evitare il rischio di perdere la propria interiorità vagando troppo al di fuori di sé.

Venerdì 29 Gennaio 2010 11:09

Un cammino di liberazione

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

Ritorna al tuo cuore:

Un cammino di liberazione

II  MOMENTO

Tre idoli soffocano lo sguardo contemplativo:

-         il possesso

-         l’ingratitudine

-         la cattura

Venerdì 29 Gennaio 2010 10:51

Il silenzio, l’ascolto, la solitudine

Pubblicato da P. Franco Gioannetti

Ritorna al tuo cuore:

Il silenzio, l’ascolto, la solitudine

III   momento

 

Queste righe sono il terzo momento fondamentale del nostro cammino.

Giovedì 28 Gennaio 2010 15:32

Umiltà - Introduzione

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

L’UMILTA’

INTRODUZIONE

a cura di Padre Franco Gioannetti

 

Le brevi pagine che seguiranno in vari, successivi, momenti vogliono offrire al visitatore di questa rubrica non tanto un cammino quanto una serie di riflessioni che lo aiutino ad accettare questo dono di Dio che è l’umiltà.

 PROGRAMMA: 

1a  SEZIONE:  3 momenti

2a  SEZIONE: 5 momenti

3a  SEZIONE: 4 momenti

4a  SEZIONE: 3 momenti
5a  SEZIONE: 8 momenti

Capitolo 1

 Sappiamo ascoltare Dio?
... e il prossimo?

 

INDICE: 

1.0.0   Premessa per l’Animatore
            GRAFICI E TAVOLE

1.1.0   Accoglienza

1.2.0   Esercitazione su: Ascoltiamo gli altri quando parlano?

1.3.0   La Bibbia ci propone: Ascoltiamo DIO ed il prossimo?

            Lettura della Bibbia in solitudine

1.4.0   Conclusioni dell’incontro

1.5.0   Da Partecipanti ad Animatori

Conoscere se stessi per conoscere Dio:

Un cammino verso l’interiorità,

per un incontro con Dio



Questo cammino di conoscenza viene indicato con l’espressione: “ritorna al tuo cuore”.

Ma questo “cuore”, questo essere interiore, di cui ignoriamo o trascuriamo troppo spesso l’esistenza, che cosa è?

E’ la parte più profonda di noi: pensieri, sentimenti, avvenimenti sedimentati, desideri, atteggiamenti difensivi, aspetti emozionali ed istintivi.

Ignorando questa parte profonda che, con la parte cosciente, è nella nostra dimensione spirituale, noi arriviamo a conoscere il nostro essere interiore dove è il Signore Dio. Il quale come dicono gli induisti, dimora “nella caverna del nostro cuore”, nella parte più profonda del nostro essere.

Quando arriviamo a scoprire questa parte ci avviciniamo al Signore, infatti, quando iniziamo a conoscere la nostra identità più profonda, allora scopriamo in essa il Dio vivente.

Questo richiede l’umiltà che non è una nostra conquista ma un dono, di cui ci dobbiamo rendere conto per accettarlo.
Dice S. Agostino:
“L’umiltà è pressoché l’unica disciplina cristiana” (Discorsi 351,3,4)
e Giovanni Cassiano aggiunge che essa è
“la maestra di tutte le virtù” ed inoltre, proprio per evitare all’ascoltatore inutili rischi ed illusioni, continua:
“Essa è il dono proprio e magnifico del Salvatore” (Conferenze 15,7)
Allo stesso proposito anche Giovanni Climaco dice:
“Credere di non essere orgogliosi è una delle più chiare manifestazioni che lo si è” (la scala del Paradiso 23,128)
Umiltà, parola spesso mal compresa, ma realtà indispensabile.
E ancora S. Bernardo di Chiaravalle:
“senza un abbassamento molto concreto non c’è umiltà”, umiltà come abbassamento; S. Paolo, riferendosi a Gesù, nella sua lettera ai Filippesi dice:
“Egli si è abbassato, per questo è stato innalzato” e Gesù stesso dirà:
“Chi si abbassa, sarà innalzato” (Mt 23,12) Si tratta dunque di percepire, in ogni azione, la nostra debolezza ed, allo stesso tempo, l’aiuto di Dio che ci accompagna. Naturalmente abbiamo tante maschere e tante difese più o meno inconsce; non c’è che da attendere che il Signori le elimini … attraverso le umiliazioni derivanti dalle tentazioni.

Umiltà è, allora, saper riconoscere la propria miseria.

Proviamo a guardarci dentro, come dall’alto, e così avremo una nozione della nostra piccolezza e della vanità e superficialità di tante nostre agitazioni, preoccupazioni e di tanti nostri pensieri.

Il guardare se stessi, giungere alle radici del nostro essere, attraverso i sentieri paludosi d’atteggiamenti formali, d’apparenze da salvare, porta a percepire Colui alla cui immagine e somiglianza siamo stati fatti, Colui che in noi aspetta di essere scoperto per crescere.

Il non conoscere il proprio cuore, il proprio essere interiore, il proprio io profondo conduce ad una vita essenzialmente esteriore, che porta ad identificarsi con i propri successi, con ciò che si possiede, con l’aspetto fisico, con il proprio essere psicologico, con pensieri e
sentimenti, con nozioni ed erudizione.

“Il regno di Dio è dentro di noi” (Lc 17,21) ed è soltanto per mezzo dello Spirito Santo che arriviamo alla consapevolezza del nostro essere interiore.
Per molte persone questo essere profondo si è addormentato, o non si è mai svegliato, “sonnecchia”, direbbe S. Bernardo.
Lo Spirito vuole e può svegliarlo in noi e renderci manifesta la bellezza che deriva dall’essere immagine e somiglianza di Dio, può e vuole manifestarci la realtà divina del nostro cuore, nella nostra vita.

Discendere dentro noi stessi, come dicevamo sopra.

Questo inevitabilmente ci porterà a scoprire degli aspetti del nostro essere che assolutamente non ci piacciono. Ciò fa parte delle umiliazioni cui abbiamo accennato, ma queste saranno una grazia, perché conoscendo la nostra miseria, non giudicheremo gli altri, ci apriremo invece
conformando i nostri desideri a quelli altrui.

Ci verrà allora richiesto di diventare piccoli, di diventare, davanti al Signore, come bambini.
Saremo guidati a cedere, a permettere a Dio di agire dentro di noi, ed allora comprenderemo che ci si arricchisce essendo poveri nello spirito, si cresce divenendo piccoli nella Sua mano, si sale discendendo (è l’abbassamento).

Ma questo discendere in noi e questo spogliamento progressivo, opera del Signore, porteranno alla gioia dell’incontro ed alla pace che ne deriva.

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