La Preghiera (129)
LA PREGHIERA LITURGICA

Come monaco benedettino, ho la grazia di vivere ogni giorno una forma di preghiera che non è data a tutti i cristiani e nemmeno a tutti i cattolici.
Salmo 1
Salmo sapienziale. Didattico morale
1 Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
3 Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
4 Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
5 perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.
6 Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
Ora leggi le righe seguenti che ti possono aiutare a comprendere meglio il Salmo.
Il primo salmo pone e risolve il problema fondamentale dell’uomo: dove è la felicità?
La risposta divina è semplice e categorica: beato l’uomo che fa il bene, che fonde la sua volontà con quella di Dio.
Chi invece è così stolto da cercare il suo bene e rifiutare Dio – questa è appunto l’empietà -, ed ama indugiare nella via dei peccatori, finirà “come pula che il vento disperde”.
Se ora hai compreso la tematica del Salmo rileggilo lentamente secondo le indicazioni che troverai nella pagina fissa.
La frase del Nuovo Testamento cui puoi riferirti e che ti suggerirei può essere la seguente:
“Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore!” (Lc 1,45).
“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,88).
Al termine della preghiera personale puoi concludere con questa colletta salmica:
Signore Dio, che, rigenerandoci alle sorgenti dell’acqua viva, ci hai radicato e fondato nella carità del Figlio tuo, concedici i frutti promessi a chi dà ascolto alla tua parola.
SGUARDI CRISTIANI SULLA PREGHIERA
Pubblichiamo due conferenze che vengono da due orizzonti differenti: una del P. Michel Evdokimov, delegato in Francia per l’ecumenismo per la Chiesa Ortodossa e l’altra del P. Philippe Rouillard, Benedettino dell’Abbazia Sainte-Marie di Parigi.
Salmo 2
Salmo reale, messianico
1 Perché le genti congiurano,
perché invano cospirano i popoli?
Salmo 3

Salmo di fiducia
2 Signore, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.
3 Molti di me vanno dicendo:
“Neppure Dio lo salva! ”.
Qual è l’essenza del nome di Gesù? -Parte 3-
Il nome di Gesù e lo Spirito Santo
I MOMENTO
1.1
Gli Apostoli predicavano nel Nome di Gesù, guarivano i mali nel Suo Nome.
Dicevano a Dio:
“Concedi ai tuoi servi che ... segni e prodigi possano essere fatti nel Nome del tuo santo Figlio Gesù” (Atti 4, 29-30)
e così:
“Il Nome del Signore Gesù era magnificato” (Atti 19, 7).
Dopo Pentecoste si realizzò ciò che Gesù aveva detto loro:
“Riceverete potenza, quando lo Spirito Santo scenderà su di voi”.
Nell’uso del Nome, a partire dalla Pentecoste, è reso evidente il legame tra Spirito e Nome.
La comprensione di questo è concessa a tutti coloro che credono.
A tutti sono dette le parole di Gesù:
“Nel mio Nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove... porranno le mani sui malati e li guariranno” (Mc 16, 17-18).
Attenzione però, la nostra scarsa fede ed il poco amore possono esserci di ostacolo quando invochiamo il Nome della potenza dello Spirito.
Intraprendi dunque sinceramente la via del Nome e ti scoprirai divenuto, gratuitamente, capace di manifestare la gloria del Suo Nome ed anche di aiutare gli altri uomini.
1.2
L’uso pentecostale del Nome è un aspetto del nostro avvicinarci allo Spirito attraverso il Nome di Gesù. Egli ci guida verso esperienze più interiori.
Pronunciando il Nome possiamo avere la percezione della relazione tra Spirito e Gesù, cioè del rapporto d’amore tra Gesù e lo Spirito.
IV CICLO
II° MOMENTO
1.3
Quando Gesù fu battezzato lo Spirito Santo discese su di lui in forma come di colomba (Lc 3, 22).
La discesa della Colomba è la migliore espressione dell’attitudine dello Spirito verso il Signore.
Perciò quando dici il Nome pensa che sei inserito nel movimento di Gesù verso lo Spirito mentre questo scende in Gesù.
Tenta di unire te stesso/a a questo velo dello Spirito-Colomba.
Quando invochi il Nome di Gesù considera ciò, ti prego, come il sospiro e l’aspirazione dello Spirito, considera ciò come il desiderio dello Spirito.
Potrai essere ammesso al mistero della relazione di amore tra Spirito e Figlio.
Ma per raggiungere ciò dovrai accettare il dono dell’umiltà ed avere un cuore che ascolta.
Niente meccanismi di difesa, niente maschere, dunque, di fronte a te stesso/a, di fronte a Dio.
1.4
Il Nome può aiutarti ad essere in armonia con il vincolo di amore tra il Signore e lo Spirito.
Gesù fu concepito da Maria “di Spirito Santo” (Mt 1, 20).
Gesù lasciò che lo Spirito prendesse dominio su di lui, essendo “fatto crescere dallo Spirito” (Mt 4, 14).
Gesù stesso dichiarò “lo Spirito del Signore è sopra di me” (Lc 4, 18).
Pronunciando il Nome noi possiamo, con Lui, divenire docili allo Spirito.
Dice Gesù:
“Egli prenderà ciò che appartiene a me, ve lo donerà....” (Gv 16, 15).
“Io lo manderò a voi...” (Gv 16, 7).
Gesù è il punto di irraggiamento dello Spirito, inseriti in Lui, siamo uniti a Lui.
Il Nome è il fuoco dal quale lo Spirito si irradia sul genere umano.
Invocare, con fede, il Nome è crescere nella conoscenza dello Spirito del Figlio (Galati 4, 6).
V CICLO
Il nome di Gesù e il Padre
I MOMENTO
1.1
Il cuore del Vangelo è il rapporto di Gesù con il Padre.
Il segreto del Vangelo è Gesù rivolto al Padre.
L’invocazione del Nome ti può dare qualche partecipazione a tutto ciò.
1.2
“In principio era il Verbo” (Gv. 1/1)
La persona di Gesù è la Parola pronunciata eternamente dal Padre.
Se ci impegniamo nell’avvicinarci al Padre attraverso l’invocazione del Nome, dobbiamo, pronunciandolo, contemplare Gesù come l’oggetto dell’amore e della donazione del Padre.
1.3
Abbiamo trovato nella parola “Gesù” la dichiarazione del Padre: “Mio figlio”, ma sappiamo anche che Gesù non ha altro scopo che di rivelare il Padre.
Le sue opere furono obbedienza al Padre.
La sua morte è la risposta dell’amore.
Tutta l’essenza di Gesù è l’espressione perfetta del Padre. Dice San Paolo nella lettera agli Ebrei 1/3: Gesù è ….”la luminosità della sua gloria, l’immagine manifesta della sua persona”.
Perciò quando pronunziamo il Nome, Gesù stesso dice a noi, come disse a Filippo: “Credimi Io sono nel Padre ed il Padre è in me”.
VI ciclo
Il nome e la pienezza totale
I momento
1.1
“Dio non dà lo Spirito secondo misura” (Gv. 3/34).
È assolutamente libero.
Perciò, per quanto riguarda noi, ciò che conta è che ognuno faccia quello che il Signore vuole da lui.
1.2
L’invocazione e la contemplazione del Nome debbono divenire globali nel senso che la parola “Gesù” porta l’intero Cristo e ci introduce nella sua pienezza.
1.3
La pienezza è il dono di tutte le realtà delle quali il Nome era mezzo di avvicinamento.
Salvezza., Incarnazione…. chiesa…. eucarestia, Spirito.
1.4
Il Nome è un incentivo verso la pienezza.
1.5
“Gesù” è la luce bruciante che il Nome accende dentro di noi.
1.6
Ripeti, fiducioso con il salmista:
“Rivolgi a me il tuo sguardo, sii misericordioso verso di me, come fosti con coloro che amano il Tuo Nome” (Sal. 119/133).
Abbi sempre nella mente, sulle labbra, nel cuore, il Nome:
“Signore Gesù Cristo,
Figlio del Dio Vivente
Abbi pietà di me peccatore”
Conclusione
Anche questo percorso è ormai completo e perciò auguriamo a chi fa questo percorso di sperimentare i 3 livelli:
- Invoca il Nome con voce udibile.
- Stai in una posizione comoda, persevera.
- Persisti nell’invocazione, umilmente, semplicemente, fedelmente fino a che i tuoi sensi non stiano in silenzio.
Persevera nell’Invocazione del Nome.
Pian piano si placherà il tumulto dei pensieri.
l’Invocazione del Nome è ormai nel tuo cuore e questo è diventato luogo di incontro tra visibile ed invisibile.
Una preghiera ed una raccomandazione:
non pensare di riuscire immediatamente.
Persevera….
Tieni presente che sei un occidentale…forse un po’ pragmatico? Forse un po’ frettoloso?
Ciao !!!
Salmo 4

Canto di ringraziamento individuale.
Salmo di fiducia.
Quando ti invoco, rispondimi,
Dio, mia giustizia:
dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Qual è l’essenza del nome di Gesù? -Parte 2-
Primo Ciclo
USO DELL'INVOCAZIONE DEL NOME
IV Momento

Se perciò trascorriamo del tempo nella invocazione del Nome e non “proviamo” qualcosa non facciamone un problema. Non pensiamo di avere sprecato del tempo perché questa preghiera apparentemente sterile è certamente gradita a Dio in quanto è priva di ogni ricerca egoistica di “sensazioni”.
nel Nome di Gesù”

“Entra nella tua stanza... ritorna al tuo cuore”
Un ritiro guidato
In un piccolo ritiro di un solo giorno è già possibile fare un’esperienza profonda invocando il Nome di Gesù. La formula che adottiamo è la più antica, il “Kyrios iesùs Cristòs Eleison”, in quella stessa lingua greca con sui sono stati scritti i primi Vangeli.
Salmo 5

Con note di fiducia
2 Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.