Mercoledì, 17 Marzo 2010
Chiese Cristiane
Chiese Cristiane

Chiese Cristiane (225)

All’inizio del sec. XIX un gran numero di Ucraini ortodossi emigrarono negli USA. Si registrarono diverse conversioni di ucraini greco-cattolici all’ortodossia. Nel 1919, con l’intensificarsi del sentimento nazionalista favorito dagli eventi in Ucraina, qualcuno di questi gruppi statunitensi organizzarono una Chiesa ortodossa ucraina autonoma

Provengo dalla Chiesa Ortodossa Russa. Di queste ultime tre parole le prime due sono le più importanti poiché non esiste una differenza radicale fra le diverse Chiese ortodosse. Che cosa significa Ortodossia? Significa fedeltà alla retta e giusta glorificazione di Dio - prima di tutto con la propria vita.

Poche famiglie russe ortodosse vivono oggi in Israele. La maggior parte di esse discendono da pellegrini che si sono stabiliti in Terra Santa. Il denaro offerto dallo zar a coloro che compivano un pellegrinaggio nei luoghi santi attirò, nella metà del XIX secolo, migliaia di pellegrini russi.

Solo dopo la metà del XIX secolo la Chiesa russa è visibilmente inserita in Gerusalemme. Certamente, nel corso di tutto questo millennio, numerosi furono i pellegrini venuti a visitare la Terra Santa dalle terre della «Russia».

Venerdì 08 Gennaio 2010 21:37

Aspetti dell'ecclesiologia ortodossa

Pubblicato da Fausto Ferrari

Un aspetto importante della dottrina sulla chiesa è la sua cattolicità. La cattolicità della chiesa poggia sul principio del suo carattere locale, il che significa che ogni chiesa locale incarna l’intera essenza della chiesa. Ogni chiesa locale è, in un determinato luogo, una rivelazione della pienezza essenziale della chiesa.

Venerdì 11 Dicembre 2009 18:31

I monasteri delle Meteore

Pubblicato da Salvo Celeste

Il monachesimo ortodosso e i monasteri delle Meteore

Ornamento della Cristianità Ortodossa sono i suoi monasteri. Sparsi in tutta la Grecia, dalle montagne ai campi e nelle isole, perpetuano la tradizione secolare con luoghi di fede e di dedizione a Dio. Nell’estremità occidentale della pianura della Tessaglia, nella località di Kalambaka, si elevano verso il cielo le imponenti rocce ripide delle Meteore.

Sabato 05 Dicembre 2009 00:45

XXVI. La Chiesa Apostolica Ortodossa d'Estonia

Pubblicato da Fausto Ferrari

Le Chiese dell'oriente cristiano

La Chiesa Apostolica Ortodossa d'Estonia

Gli Estoni finirono sotto il controllo degli Svedesi verso la fine del sec. XVI e presto adottarono le leggi luterane. Pietro il Grande conquistò la regione agli inizi del sec. XVIII. Sotto il dominio russo, durante il sec. XIX un numero significativo di Estoni diventarono ortodossi e ci fu nella provincia un influsso dei russi.

Averincev: l’esperienza di costruire cultura

di Vladimir Zelinskij

È possibile ascoltare tutte le voci della cultura universale senza perdere di vista l'armonia nascosta che accomuna ciascun o dei fenomeni studiati? Sì, se l'attività intellettuale non parte da un'avida ricerca di nozioni ma dalla coscienza che tutto ciò che si incontra è riflesso della Sapienza divina, vera meta del viaggio esistenziale di ogni uomo. Sergej Averincev spentosi a Vienna nel febbraio 2004, con tutta la sua vita e la sua opera ne ha dato un esempio umile e al tempo stesso grandioso.

Domenica 11 Gennaio 2009 19:31

La cattolicità del martirio (Vladimir Zelinskij)

Pubblicato da Fausto Ferrari

La cattolicità del martirio

di Vladimir Zelinskij





“Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso… Sia che viviamo, sia che moriamo siamo dunque del Signore”, dice san Paolo (Rom 14,7). È il pronome al plurale che stupisce in questa confessione. Che l’io di un convertito, fulminato da Cristo, si sia tramutato in “noi”. Come se qualsiasi battezzato fosse l’apostolo delle nazioni. Come se le nazioni fossero Paolo. “Ogni cosa era fra loro comune” (Atti 4,32): anche il proprio io può essere prestato alla Chiesa, senza perdere la sua identità particolare. Il nocciolo della persona è davvero quel “del Signore”, in cui ogni uomo può riconoscere l’altro come se stesso, nel suo credere, vivere, morire. La morte, come la fede, può essere una, santa, cattolica e apostolica perché “nessuno muore per se stesso”, ma entra nella vita condivisa con il Crocefisso e con tutti i fratelli addormentati o ammazzati in Lui. L’unità nella morte del Signore e la cattolicità del martirio una volta erano il deposito della fede comune, la ricchezza che insieme possedevamo. Con i secoli della divisione abbiamo però perso la certezza che il sacrificio del mio prossimo si riflette su di me e sulla mia fede - e se il suo tempo è compiuto, il mio sta maturando.

Quel tempo s’avvicina ogni volta che ci giunge la notizia della morte di un cristiano martirizzato in qualche angolo della terra. “Non chiedere per chi suona la campana”, disse John Donne, il poeta inglese del XVII secolo, “essa suona per te”. Il suo rintocco apre le nostre orecchie al mistero del sacrificio nel quale siamo tutti partecipi. I veri martiri non sono solo vittime o poveri sfortunati, la loro morte è come un’offerta portata al medesimo altare dove si compie il sacramento fatto “in memoria di Me”. I testimoni entrano in questa memoria e così nasce anche la loro comunione spirituale che supera i confini del tempo – ma anche, oserei dire, gli abissi delle divisioni. Nella cattolicità del martirio per il Signore la comunione invisibile dei martiri potrebbe un giorno diventare visibile e concreta e l’unità stessa – da un ricordo lontano o dal sogno - può manifestarsi in una realtà vivente e sacramentale. La campana continua a suonare per risvegliare in noi le voci delle testimonianze passate, future, odierne, eterne. In questo coro il piccolo io finora chiuso in sé si riconosce e si apre alla fratellanza senza confini temporali, geografici, confessionali.

Il secolo alle nostre spalle è un secolo di una grande apostasia, ma anche di un grande martirio. Lo tsunami dei regimi atei o idolatri ha ucciso più cristiani che, forse, in tutte le persecuzioni dei tempi antichi. Dobbiamo però confessare: la loro eredità spirituale lasciataci nella morte, nella tortura o nell’umiliazione oggi non è da noi molto richiesta. Sentiamo davvero la campana che fa risuonare la speranza della risurrezione dell’unico Corpo Mistico, quando veniamo a sapere del sangue versato dai cristiani nel Medio o nell’Estremo Oriente o nelle ultime riserve dell’utopia?

Lunedì 22 Dicembre 2008 01:34

XXV. La Chiesa Ortodossa del Giappone

Pubblicato da Fausto Ferrari

Le Chiese dell'oriente cristiano

La Chiesa Ortodossa del Giappone



La Chiesa cominciò ad esistere nel 1861 con l’arrivo di un giovane sacerdote monaco russo, di nome Nicola Kassathin. Prima della sua morte, nel 1912, aveva battezzato 20.000 giapponesi nella fede ortodossa e aveva tradotto il N.T. e molti libri liturgici in lingua giapponese. Per il suo ruolo centrale nella fondazione della Chiesa ortodossa in Giappone, nel 1970 è stato canonizzato.

L’Ortodossia in Giappone è divenuta presto un fenomeno indigeno che le ha permesso di sopravvivere ai periodi di ostilità tra Giappone e Russia. Il processo si completò nel 1972 con l’installazione del vescovo Teodosio come primo metropolita nativo giapponese. Come risultato dei problemi canonici con la Chiesa ortodossa russa nel periodo della rivoluzione bolscevica, la Chiesa ortodossa in Giappone si è posta sotto la giurisdizione della Metropolia americana dal 1945 al 1970. Quando la Chiesa ortodossa americana fu dichiarata autocefala dal Patriarcato di Mosca nel 1970, la OCA ha riconsegnato la Chiesa ortodossa giapponese alla giurisdizione di Mosca, e simultaneamente Mosca l’ha riconosciuta Chiesa autonoma. Di conseguenza l’elezione del capo della Chiesa ortodossa giapponese deve ora essere confermata dal Patriarcato di Mosca. L’autonomia della Chiesa giapponese non è stata riconosciuta dal Patriarcato ecumenico e da molte Chiese ortodosse. Tuttavia il metropolita Teodosio si è incontrato con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I quando questi ha visitato il Giappone nell’aprile 1995.

Oggi vi sono tre diocesi con 30 sacerdoti e 5 diaconi a servizio di circa 150 comunità. La maggior parte delle parrocchie si trova a nord dell’isola di Hokkaido. Tutto il clero è ora di origine giapponese ed è preparato nel seminario ecclesiastico di Tokio.


Sito internet: http://www.orthodoxjapan.jp

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